Non leggete questo blog

Non leggete quello che scrivo se non siete disposti ad accettare che il dolore esiste, che il dolore è qui e che rischia di sfiorarvi e forse di travolgervi.

Non leggetelo se non siete disposti a tacere.
Non ditemi mai "non DEVI fare così, non DEVI dire questo" .
Che ne sapete voi di quello che ho dentro? Che ne sapete voi di cosa vuol dire doversi alzare dal letto ogni mattina per affrontare il vuoto, il lutto, la mancanza irrimediabile?

Non leggetelo se siete convinti che la vita sia solo rose e fiori e non volete vedere il nero.

Non leggetelo se volete solo distrarvi.

Non leggete le mie parole se pensate di dirmi "la vita va avanti, devi vivere per te".

Qui vi troverete sbattuto in faccia il dolore soffocante, quello che impedisce di respirare.
Qui vi troverete sbattuto in faccia il desiderio impellente, disperato, di morire per smettere di soffrire.
Qui vi troverete sbattuto in faccia il lutto cupo, devastante. Quello che impedisce di indossare i colori, non perché sia una convenzione sociale, ma perché il corpo li respinge, perchè il corpo può accettare solo il nero, il grigio e il bianco.

Qui vi troverete sbattuta in faccia tutta la mia rabbia per l'ingiustizia di questa morte. Per quello che non gli è stato concesso. Per quello che ci è stato tolto.

Non leggetemi se non siete disposti alla pietas, al cordoglio. Quelli veri.

Tutto questo che avete appena letto l'ho scritto nei primi anni del lutto, quando c'erano solo sofferenza, mancanza, rabbia. Adesso, attraverso un complesso e articolato percorso di elaborazione, di maturazione e di crescita personale, il manifesto è da aggiornare: Non leggete se credete che chi è morto è sparito o non esiste più , non leggete se pensate che chi amate vi abbia abbandonato, non leggete se non siete capaci di aprire la mente anche a ciò che non conoscete. Non leggete se non volete vivere pienamente la vostra nuova vita, quella dopo il lutto.
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sabato 1 giugno 2013

Messaggi

B.: "Grazie per il tuo messaggio"
Io: "Hai ricevuto un messaggio da Pablo?"
B.:" Sì, mi ha detto di non piangere più per lui perché stava bene ed era felice. Da quel giorno non piango più. Prima piangevo molto, nel cuore avevo un dolore enorme. Quando ho visto le parole che hai scritto oggi ad A. mi sono emozionata, ma non ho pianto. Anche se non c'è, c'è lo stesso. Volevo che tu lo sapessi"
Io: "grazie B. Io sono certa che lui ora sta bene. Lo so, l'ho sempre saputo. Ma la mia vita si è spezzata. Irrimediabilmente."

Tante condoglianza

La gente arriva a queste pagine in tante maniere. Una che mi ha colpito è la ricerca di parole da scrivere in occasione di un lutto.
Incapacità di pensare?
Incapacità  di scrivere?
Incapacità di esprimere i propri sentimenti?
Incapacità di avere dei sentimenti?
Se non si è una rapa qualcosa si dovrà pur sentire, no?
Ti dispiace che sia morto il padre di una tua amica? Diglielo con le parole che ti vengono dal cuore, non è difficile.
Sei senza parole perché di fronte alla morte non ci sono parole che possano consolare? diglielo. Dille che non esistono parole per lenire il suo dolore, che sai solo tenerla stretta a te per farle sentire che ci sei, che per lei ci sei.
E' morta la moglie di un tuo amico, era giovane ed è stata devastata da mesi di sofferenze? E' un tuo amico, stagli vicino, scriviglielo, e soprattutto fallo davvero, ne avrà bisogno disperatamente.
Perché pensate di dover cercare le frasi scritte da un altra persona per un altro lutto? Se avete un cuore ascoltatelo, e scrivete quello che sentite.
Non immaginate quanto possa far bene leggere un foglio di carta scritto a mano con parole sincere.

venerdì 31 maggio 2013

Invisibile

Il dolore altrui è spesso invisibile.
Non lo vogliamo vedere perché ci mette a disagio, non sappiamo gestirlo, non sappiamo cosa dire, non sappiamo cosa fare.
Preferiamo metterci i paraocchi e non vederlo.
I miei vicini di casa non possono non avermi sentito piangere invocando il nome di Pablo. Ma non sanno dire, non sanno fare nulla. Fingono che tutto sia normale.
Soli pochissimi amici hanno raramente il coraggio di dirmi qualcosa. La maggior parte delle persone finge che non ci sia questo mio dolore, questa mia mancanza. Finge non perché non la veda, ma perché non saprebbe come comportarsi.
Il lutto altrui infastidisce chi ha una vita "normale".

giovedì 23 maggio 2013

Si ritorna sempre lì

C'è poco da fare, si ritorna sempre lì. Con la mente, con il cuore e con il corpo.
Si ritorna a questa mancanza che morde a sangue, che lacera la carne, spezza le ossa, stozza il respiro.
Ci si può drogare di lavoro, drogare di cose da fare, abbrutire di trasmissioni televisive, rintanarsi nei cinema, doparsi di cultura.
Non c'è niente da fare si ritorna sempre a quegli occhi che non guarderanno più nei miei, a quella voce che non chiamerá più il mio nome, a quelle braccia che non mi stringeranno più.

Amore mio, mi hai lasciato troppo presto, sarei dovuta morire prima io di te
Voglio morire.non voglio più spravvivere così.
Pablo, vienimi a prendere, voglio poter ricominciare a vivere, di lá, con te.

domenica 3 marzo 2013

Secca

Angoscia.
Tanta angoscia.
La natura di nuovo si risveglia.
Io sono una pianta secca, non ho gemme. Ho radici raggrinzite. La linfa non circola più da un anno.
O forse giá da prima. Disseccata dalla lunga malattia di Pablo. 
Odio vedere che intorno a me tutto rinasce mentre sono morta.
Dio, perfido Dio, perchè non mi consenti di morire completamente?

sabato 2 marzo 2013

La morte, dove è la mia morte

Silenzio assordante
Vuoto sigillato
Mi appisolo continuamente e ovunque
Il sonno come immediato succedaneo della morte.
Sono stata tradita,ingannata.
"Perché parli di anni?" Mi dicesti.
Ma l'anno si è compiuto, e ancora non sei venuto per portarmi via con te.

venerdì 1 marzo 2013

Cenere

E' passato un anno.
Vorrei avere la forza di farla finita.
Andarmene.
Non avere più questa sofferenza insopportabile.
Cenere, soffice cenere.
Un alito e andarsene.
Ma non è soffice la cenere di un corpo cremato.
E' dura, è ruvida, è secca.
E' come pietra macinata.
Ferisce. Addolora. Strazia.
La cenere di Pablo non me la dimenticherò mai.